Primo Congresso Syncrovibe – Sincronizza il tuo benessere 12 Ottobre 2024
Hotel Santoli – Porretta Terme Bologna
Relatore: Javier Eduardo Maffei
- Ogni giorno, circa 330 miliardi di cellule vengono distrutte e rigenerate nel corpo umano.
- Ogni due settimane, una significativa parte delle cellule del corpo vanno incontro al turnover, vengono sostituiti (5×1012 cell) circa 100-150 gr del nostro peso (una cellula in media pesa 30 pgr) [Ron Sender, Ron Milo: The distribution of cellular turnover in the human body; Nat Med 2021 Jan;27(1):45-48. doi: 10.1038/s41591-020-01182-9. Epub 2021 Jan 11]
Ogni giorno il nostro intero organismo subisce un turnover cellulare, con la distruzione e la rigenerazione di circa 3,8 Milioni di cellule al secondo. In un arco di tempo di due settimane, tutte le molecole e gli atomi presenti in queste cellule vengono completamente riutilizzate per costruire nuove cellule. Come fa quindi una vita ad evolversi quando l’interfaccia tra corpo e ambiente è in costante mutazione ed il corpo è costretto ad adattarsi alle nuove mutate condizioni? Come si spiega la continua e rinnovata identità di funzione (omeostasi) se ogni 2 settimane una parte del nostro corpo è nuova? Questo continuo adattamento del nostro corpo ai cambiamenti dell’ambiente è possibile grazie al fatto che le cellule del nostro corpo contengono al loro interno una struttura molto complessa come il DNA. E’ necessario a questo punto introdurre il concetto di Bio-veicolo ovvero di quel sistema ambiente organismo in continuo adattamento e trasformazione. Che si identifica a livello cellulare con i processi di differenziazione e di replicazione della cellula ma che poi a livello dell’intero organismo si manifesta con cambiamenti della intera struttura psico–fisica dell’individuo e che tende costantemente ad un equilibrio di “normalità” che definiremo omeostasi. Tale bio-veicolo oggetto della nostra relazione non si limita quindi alla mera somma delle sue parti, ovvero corpo ed ambiente, ma suggerisce l’esistenza di un’interazione costante tra il corpo, il DNA e lo stato della mente, spiegando anche i processi di autoriparazione ai quali deve andare incontro la struttura cellulare per mantenere l’omeostasi ed il corretto rapporto con l’ambiente circostante.
L’interfaccia organismo-ambiente e l’efficacia del Syncrovibe nel ristabilire il normale rapporto tra cellula e corpo
Comunicare attraverso il DNA
- Il DNA è composto da sequenze di nucleotidi contenenti adenina, guanina, citosina e timina.
- Solo il 20% del DNA (esoni) codifica per costruire proteine; il restante 80% è costituito da introni, a suo tempo chiamato “junk DNA” la cui funzione oggi sappiamo essere di adattamento epigenetico e di autoriparazione. Del DNA di trascrizione il 10–15% va incontro a sostituzione giornaliera della sequenza nucleotidica, ma senza altrerla nella sua composizione di basi. Ponting CP, Hardison RC (2011) What fraction of the human-genome is functional? Genome Res 21(11):1769–1776
Doolittle, W. F. (2013). Is junk DNA bunk? *Nature*, 495(7441), 41-43. doi: 10.1073/pnas.1221376110
Come può essere spiegata questa apparente discrepanza tra la variabilità strutturale e la stabilità funzionale? Circa il 20% del DNA è formato da esoni, che codificano proteine/enzimi specifici, mentre il restante 80%, noto come “junk DNA” (DNA spazzatura), possiede funzioni relative alla auto–riparazione ed all’adattamento epigenetico. Organismi complessi tendono ad avere una percentuale maggiore di introni, suggerendo che queste sequenze non codificanti contengono informazioni di natura diversa e possono servire a funzioni solo in parte scoperte. (Huang et al., 2020).
L’interfaccia organismo-ambiente e l’efficacia del Syncrovibe nel ristabilire il normale rapporto tra cellula e corpo
- Il DNA è cruciale per lo scambio di informazioni tra corpo e stato della mente nel senso che modifiche allo stato della mente (stress, ecc) necessitano di un pronto adattamento del corpo che si ottiene attraverso la modifica epigenetica del DNA di trascrizione operato dal DNA epigenetico
- Inoltre dobbiamo considerare che il DNA costituisce l’unico aspetto permanente dell’intero organismo, nonostante il rinnovamento cellulare, l’epigenetica modifica l’espressione fenotipica del DNA ma non la sua struttura. [McClintock, B. (1984). The Importance of the DNA: A Personal View. *Nature Genetics*.]